[Recensione PC] - Spore
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[Recensione PC] - Spore
Casa: EA
Sviluppatore: Maxis
[05/09/2008]
Will Wright crea un nuovo genere.
Spore
"Spore è concettualmente un passo avanti a qualsiasi altro progetto “sandbox” abbiate mai messo mano"
Se dovessimo stilare una classifica dei cinque uomini che, con le loro idee, hanno rivoluzionato il mondo dei videogiochi, Will Wright sarebbe senza dubbio della partita. Che siate patiti dei suoi titoli, piuttosto che menefreghisti assoluti, è innegabile come le serie Sim City e The Sims abbiano decretato più di un punto di svolta nelle dinamiche astruse e un po’ imprevedibili del mercato. Sim City è stato “de facto” il primo titolo completamente aperto, in grado di lasciare totale libertà al giocatore di decidere, fare e disfare come meglio credeva. The Sims è invece riuscito a sdoganare il mondo dei videogiochi, grazie alla possibilità di costruirsi una vita virtuale che, sebbene non complessa e articolata come ci si sarebbe potuto aspettare, ha avuto il merito di avvicinare al nostro passatempo preferito tutta una serie di persone che prima di allora ci guardavano un po’ di sottocchio mentre armeggiavamo davanti al nostro PC o alla console di turno. Comunque la pensiate, quindi, a Will Wirght va riconosciuto il merito di “provarci” e – perché no! – in alcuni casi di riuscirci più che bene.
IL PASSO AVANTI
Che Spore fosse il progetto più ambizioso del genio di Atlanta era notizia nota da tempo. Che ci si dovesse attendere qualcosa di clamorosamente nuovo, anche. Il rischio per tutte le idee rivoluzionarie (o, per meglio dire, “evoluzionarie”) è quello di non avere la possibilità di avere mezze misure: capolavoro o schifezza assoluta. Il box del giudizio qui a fianco, al quale avete sicuramente già dato un’occhiata, ha già fugato ogni dubbio in merito. Spore è concettualmente un passo avanti a qualsiasi altro progetto “sandbox” abbiate mai messo mano, perché riesce a essere la sintesi perfetta di differenti generi triti e ritriti, legati l’uno con l’altro da un DNA in continua lavorazione. Spore fornisce al giocatore i mattoncini necessari alla sua costruzione: il resto lo fa il giocatore, che può maneggiare con la genetica e l’arte ingegneristica proprio come il bambino dell’asilo si diverte con un malleabile pezzo di pongo. E non veniteci a raccontare che l’idea di farlo non vi stuzzica neanche un po’, perché vi riterremmo un po’ e sostanzialmente bugiardi!
Fonte:
http://gamesradar.futuregamer.it/reviews/default.asp?subsectionid=169&articleid=80628&pagetype=2
Sviluppatore: Maxis
[05/09/2008]
Will Wright crea un nuovo genere.
Spore
"Spore è concettualmente un passo avanti a qualsiasi altro progetto “sandbox” abbiate mai messo mano"
Se dovessimo stilare una classifica dei cinque uomini che, con le loro idee, hanno rivoluzionato il mondo dei videogiochi, Will Wright sarebbe senza dubbio della partita. Che siate patiti dei suoi titoli, piuttosto che menefreghisti assoluti, è innegabile come le serie Sim City e The Sims abbiano decretato più di un punto di svolta nelle dinamiche astruse e un po’ imprevedibili del mercato. Sim City è stato “de facto” il primo titolo completamente aperto, in grado di lasciare totale libertà al giocatore di decidere, fare e disfare come meglio credeva. The Sims è invece riuscito a sdoganare il mondo dei videogiochi, grazie alla possibilità di costruirsi una vita virtuale che, sebbene non complessa e articolata come ci si sarebbe potuto aspettare, ha avuto il merito di avvicinare al nostro passatempo preferito tutta una serie di persone che prima di allora ci guardavano un po’ di sottocchio mentre armeggiavamo davanti al nostro PC o alla console di turno. Comunque la pensiate, quindi, a Will Wirght va riconosciuto il merito di “provarci” e – perché no! – in alcuni casi di riuscirci più che bene.
IL PASSO AVANTI
Che Spore fosse il progetto più ambizioso del genio di Atlanta era notizia nota da tempo. Che ci si dovesse attendere qualcosa di clamorosamente nuovo, anche. Il rischio per tutte le idee rivoluzionarie (o, per meglio dire, “evoluzionarie”) è quello di non avere la possibilità di avere mezze misure: capolavoro o schifezza assoluta. Il box del giudizio qui a fianco, al quale avete sicuramente già dato un’occhiata, ha già fugato ogni dubbio in merito. Spore è concettualmente un passo avanti a qualsiasi altro progetto “sandbox” abbiate mai messo mano, perché riesce a essere la sintesi perfetta di differenti generi triti e ritriti, legati l’uno con l’altro da un DNA in continua lavorazione. Spore fornisce al giocatore i mattoncini necessari alla sua costruzione: il resto lo fa il giocatore, che può maneggiare con la genetica e l’arte ingegneristica proprio come il bambino dell’asilo si diverte con un malleabile pezzo di pongo. E non veniteci a raccontare che l’idea di farlo non vi stuzzica neanche un po’, perché vi riterremmo un po’ e sostanzialmente bugiardi!
Fonte:
http://gamesradar.futuregamer.it/reviews/default.asp?subsectionid=169&articleid=80628&pagetype=2

Andrea- Admin
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